di Alberto Armenio

Le ‘malocclusioni’ sono le anomalie di posizione e sviluppo dei denti e delle ossa mascellari. Per esempio i denti “storti”, la sporgenza dei denti superiori, il mento che cresce troppo in avanti, il palato stretto e la mancanza di spazio per tutti i denti, rappresentano le malocclusioni più comuni.

Ho avuto la fortuna di vivere e studiare a New York e proprio alla New York University ho imparato l’Ortodonzia che studia e cura le malocclusioni.

A quale età è indicata la prima visita dall’ortodontista?

A circa 6 anni o ancora prima se sono evidenti i segni di forti discrepanze dento-scheletriche. Dal momento che i problemi ortodontici rispondono meglio alla correzione precoce, i bambini dovrebbero essere visitati appena il problema è riconosciuto dal pediatra o dai genitori.

Perché conviene far visitare i bambini così presto?

Una buona diagnosi e un precoce trattamento ortodontico possono garantire una corretta eruzione dei denti, preservare spazio per i denti permanenti, ridurre il pericolo di fratture dei denti sporgenti. Inoltre, un trattamento precoce può prevenire l’estrazione di denti permanenti o nei casi più gravi, può evitare interventi chirurgici risolvendosi in breve tempo con costi meno elevati.

Quanto dura in linea di massima una terapia ortodontica?

Generalmente la terapia ortodontica si può dividere in due fasi. La prima fase può iniziare precocemente quando i denti decidui sono ancora presenti. Lo scopo della prima fase è di ‘intercettare’ quelle disarmonie dentali e scheletriche che se non corrette in fase di crescita, potranno complicare notevolmente il futuro trattamento. In questi casi, si parla di ‘terapia intercettiva’ e la durata è di circa 18-24 mesi. Questa fase di trattamento precoce non elimina la necessità di una terapia ortodontica in dentizione permanente. Tuttavia, non tutti i pazienti devono essere trattati precocemente. Sarà il dentista a suggerire o meno un trattamento precoce.

La seconda fase, infatti, inizia a eruzione completa di tutti i denti permanenti, intorno ai 12 o 13 anni, e permette di coordinare in modo ottimale i loro rapporti al fine di raggiungere il massimo dell’estetica e della funzione. Di solito sono necessari circa 2 anni per ottenere un’occlusione ottimale.

Lei è conosciuto per occuparsi anche di ‘Ortopedia dento-facciale’, ma cosa vuol dire?

L’obiettivo della moderna ortodonzia è quello di ottenere denti ben allineati e stabili ma anche un viso ben proporzionato. Per questo motivo preferisco valutare non solo le arcate dentali ma anche e soprattutto il viso del paziente. Oggi è possibile ottenere una ‘crescita differenziale’ delle ossa mascellari: si riesce a stimolare o inibire la crescita della mascella e della mandibola per ottenere veri e propri movimenti ortopedici. Un bambino con il mento troppo cresciuto in avanti può oggi essere curato con buon margine di successo. Il profilo del paziente in tal modo migliora senza interventi chirurgici.

Immagine1aaQuali sono le nuove tecniche che lei usa e può suggerire?

Apparecchi ortodontici sempre più piccoli, ergonomici, dello stesso colore dei denti o trasparenti, rappresentano fattori importanti nelle terapie degli adulti. Alcuni apparecchi inoltre sono posizionati in maniera invisibile sui denti, cioè dalla parte interna della bocca: questa è l’ortodonzia linguale, che consente di non mostrare gli apparecchi sulla parte esterna dei denti. Moderni fili ortodontici ‘termo-attivati’, attivati cioè dalla temperatura della bocca, consentono di programmare visite di controllo ogni due mesi con un maggior comfort per i pazienti. Inoltre i ‘retainers’ finali, gli apparecchi che stabilizzano nel tempo l’occlusione, sono posizionati in maniera invisibile e a fine trattamento è possibile sbiancare i denti.

Oltre al miglioramento estetico quali sono gli altri benefit della terapia ortodontica?

Altri vantaggi sono una miglior funzione masticatoria, la possibilità di spazzolare meglio i denti e quindi la probabile maggior longevità della dentizione naturale. Da non sottovalutare anche i positivi aspetti psicologici del trattamento ortodontico. L’estetica influenza molto la vita quotidiana; molte persone non sorridono per il timore di mostrare i denti. Tanti bambini soffrono, ad esempio, nel sentirsi dire dai coetanei che ‘hanno i denti da coniglietto’. Migliorare il proprio aspetto dento-facciale vuol dire molte volte aumentare la stima e la sicurezza in se stessi. I pazienti a fine trattamento ortodontico sono consapevoli di aver migliorato la loro estetica e si sentono a loro agio nelle relazioni sociali.

Un bel sorriso ci rende certamente più attraenti e simpatici.

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