di Elisa Forte *

Fotoreportage di Gianni Colaianni

L’associazione di promozione sociale “Città dei Bimbi” ha riunito grazie al supporto di Confindustria Bari BatItaliana Congressi e Creattiva, Università, il Politecnico di Bari, associazioni, istituzioni locali (dal Comune all’Asl di Bari)  medici e psicologi per  sensibilizzare tutti, nella nostra città a supportare i bambini plusdotati e le loro famiglie, per far emergere quei casi di bambini geniali che il nostro sistema scolastico, la società non ha strumenti per riconoscere come tali e spesso mortifica anzichè valorizzare.

Il convegno “Bambini plusdotati: sostenere l’alto potenziale a scuola e in famiglia” è stata la conferma che ci avevamo visto bene, come sempre accade quando si mette l’orecchio per terra per ascoltare i bisogni veri della gente e delle nostre famiglie che ci seguono. Abbiamo ospitato oltre 200 iscritti, sono molto soddisfatta della partecipazione di tutti e del sostegno delle istituzioni. Tanti avrebbero voluto farlo ma non sono intervenuti. Era un sabato mattina: molti insegnanti erano a scuola e tanti genitori alle prese con figli e casa,  ma a centinaia ci hanno seguito in diretta grazie al provvidenziale streaming della web tv del Politecnico di Bari e alla voce di Frequenza Libera. Tutta la registrazione la trovate qui.

Ora ci aspetta il vero lavoro: una rete di collaborazione che, partendo dai bisogni dei piccoli geni, li aiuti a vivere meglio in famiglia, a scuola, a realizzarsi per il bene loro e di tutta la società: devono (possono) diventare una risorsa e non un problema. Non più bambini invisibili. Non più diagnosi sbagliate. Non più viaggi della speranza e genitori allo sbando: stanchi e senza sostegno.

“Oggi vogliamo accendere una luce sulla plusdotazione, un fenomeno più diffuso di quanto si immagini“: ha salutato così tutti gli ospiti Claudia Cichetti, giornalista di cittafamiglie.it, responsabile del progetto di divulgazione “Gifted: sostenere l’alto potenziale a scuola e famiglia”.

Fino a questo momento, l’ irreale situazione situazione è la seguente: se tuo figlio è un piccolo genio per tutti è solo un problema. In classe si muove sempre, è disattento, è ossessivo con la sua passione per i vulcani, non socializza con gli altri, si permette persino di correggere la maestra. L’insegnante ha già i suoi problemi: classi numerose, bimbi stranieri, un DSA e non sempre il tempo di dare a tutti il tempo giusto per portare avanti il programma. Spesso non ha gli strumenti per individuare il bambino con quoziente intellettivo superiore alla norma. Un bambino che ha bisogno di modalità di insegnamento specifiche, diverse.

Ma la domanda è: se per i bambini con difficoltà abbiamo istituito strumenti sostitutivi, ad esempio autorizzato l’uso del correttore automatico per i dislessici, insegnanti di sostegno, tutti strumenti che fanno dell’Italia un Paese all’avanguardia per l’inclusione dei bambini con bisogni speciali, perché il nostro Pese non fa nulla per i bambini di talento? Perché il loro non è un bisogno speciale? Perché gli altri hanno il diritto di imparare e lui in classe non impara, ma è costretto ad annoiarsi?

Perchè il Miur non inserisce tra i Bes (Bisogni Educativi Speciali) anche la plusdotazione? Sembrava fatta. Da fonti accreditate sappiamo che negli uffici del Ministero esiste già la bozza di una circolare sulla plusdotazione da inserire nei Bes  e diretta alle scuole… Cosa si aspetta a farlo?

La nostra, la vostra, è una battaglia di uguaglianza, di pari opportunità. Il riequilibro vero – al di là di tutti gli sforzi possibili da parte di ciascuno – sarà tale solo se il Miur finalmente decide che è oramai l’ora di fare passi avanti concreti. Il modello da importare esiste già: è la best practice sperimentata con successo dalla professoressa Maria Assunta Zanetti direttore del Lab Talento dell’Università di Pavia.

Da domani troverete on line i materiali del convegno per avere un nuovo sguardo su alcuni bambini e imparare a riconsocerli come “gifted”; per capire quale didattica sia utile per loro, come vanno trattati, visto che sono bambini molto vulnerabili, come funzionano le scuole in cui è presente una didattica personalizzata (esempi e buone prassi che si possono replicare), come renderli liberi di esprimere il loro talento. Cominciando a contrastare fin dai banchi di scuola il fenomeno dei cervelli in fuga. Trattiamoli bene, i nostri piccoli cervelli, sono una risorsa per tutti!

Scriveteci storie, le pubblicheremo. Aderite alla rete e diteci perchè volete farlo. Scrivete a bari@cittadeibimbi.it.

Noi ci siamo, vi ascolteremo e vi informeremo qui e sulle nostre pagine social (Facebook e Twitter) sui nuovi passi che riusciremo a fare.

LA REGISTRAZIONE INTEGRALE DEL CONVEGNO

*presidente associazione di promozione sociale “Città dei Bimbi” – direttore www.cittafamiglie.it

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