di Margherita De Napoli

A chi non piacerebbe riascoltare alcuni suoni che ci hanno fatto compagnia quando eravamo più piccoli? Sarebbe un salto indietro in un universo sonoro dimenticato, magari con una sfumatura di nostalgia a velare lo sguardo. Non tutto è perso, per fortuna non è necessaria nessuna macchina del tempo, il web ci consente un viaggio a ritroso, basta solo aver voglia di ripescare quei rumori che ormai non ascoltiamo più. La memoria digitale ci regalerà piccole emozioni, i nostri ricordi riaffioreranno se apriremo le porte del “Museo dei suoni in via d’estinzione”.

Ricordate il rumore dei primi videogiochi come “Space invaders” o “Pac man“?                              Cliccate qui e potrete tuffarvi tra i rumori quotidiani di qualche lustro fa. Il sito è stato creato nel 2012 da Brendan Chilcutt.

Riascolterete il ticchettio di una macchina da scrivere, il rumore di un walkman, o di un floppy disk. E il popolarissimo “Tamagotchi” il pulcino virtuale di cui prendersi cura?   Anche lui è online. Per gli aficionados del piccolo bipede virtuale una notizia che li renderà felici. In USA è appena apparso il nuovo ‘Tamagotchi On’, il pet tascabile avrà una veste moderna e ci saranno funzioni al passo coi tempi, potrà fare amicizie e convolare anche a giuste nozze. Così l’ovetto tornerà a pigolare ancora nelle tasche dei fan.

Può essere anche un gioco da fare con i bambini quello di andare sul sito per ritrovare insieme oggetti finiti nel dimenticatoio, ma cari alla memoria dei genitori come l’apparecchio telefonico a ghiera: riascoltare il rumore del disco che gira nel comporre i numeri e ripensare magari al batticuore per una telefonata al compagno di scuola di cui eravamo innamorati. Un suono è come un profumo, un sapore, ci fa fare un salto indietro negli anni in un batter di ciglia.

Ci sono altri siti nel grande archivio di internet in cui poter ritrovare i suoni che hanno ascoltato anche i nostri nonni, un altro è: https://www.conservethesound.de/

Dalla cooperazione di sei musei del lavoro (Finlandia, Polonia, Germania, Slovenia e Belgio) è nato il progetto, finanziato dalla UE, di registrare i rumori dell’epoca industriale, un ‘paesaggio sonoro’ destinato a scomparire. Ogni Paese ha la sua storia sonora da raccontare. La fantastica fonosfera tutta da scoprire è qui.

Questo, fa parte di un più ampio progetto che sta confluendo in un portale sul web che funge da interfaccia per milioni di libri, dipinti, film, oggetti da museo che sono stati digitalizzati in tutta Europa. Un vastissimo patrimonio culturale europeo salvato dall’estinzione, archiviato per la posterità e consultabile in modo del tutto gratuito.

Il Cinema, immenso scrigno di memorie, ci regala una scena struggente e poetica tratta dal film “Il postino” del grande Massimo Troisi. Il protagonista riesce a raccontare la bellezza della sua amata isola registrandone i suoni: le onde del mare, il vento, le campane… Ci salutiamo così, con la musica del cuore.

 

Print Friendly, PDF & Email