di Amelia Melaccio

Gifted ( dotato di un dono)…non lo siamo un po’ tutti, in fondo?
Allora sfatiamo un mito, spostiamo il punto di vista e guardiamo tutti i bambini come “dotati di un Talento“.
Perché sembra non trattarsi più di una questione di quoziente intellettivo (QI), ma di un problema “etico” che non riguarda solo la scuola e la famiglia.
L’idea che la società debba investire sullo sviluppo del talento delle nuove generazioni risponde ad un principio etico fondamentale. Ogni studente dovrebbe avere la possibilità di esprimere il proprio talento perché la valorizzazione individuale potrebbe avere ricadute significative sulla società.

Joseph Renzulli, professor of educational psychology, was recognized as one of six University of Connecticut Board of Trustees Distinguished Professors. Nella foto è con la moglie Sally Reis

Questo é quello che afferma Joseph Renzulli, professore di psicologia dell’educazione presso l’Università del Connecticut negli Stati Uniti e Direttore del Centro Nazionale di Investigazione sui dotati e talentuosi, inserito dall’American Psychological Association tra i 25 psicologi più influenti del Pianeta, vincitore del McGraw Prize, l’equivalente del Premio Nobel per l’insegnamento. Con la moglie Sally Reis  ha sviluppato un sistema pedagogico rivoluzionario ( in America testato già dagli anni Settanta) che fornisce ai ragazzi, nella stessa aula e senza scossoni, ciò di cui hanno bisogno, tutti insieme, i super brillanti e quelli che necessitano di tempo e aiuto.
Nasce così un modello di didattica inclusiva per lo sviluppo del talento chiamato SEM ( Schoolwide Enrichment Model) che permette di sviluppare il potenziale di tutti gli studenti promuovendo abilità logiche, abilità pratiche e creatività all’interno del curricolo scolastico, adattandosi al gruppo classe e offrendo attività di arricchimento non solo a quelli considerati gifted.
La “filosofia renzulliana” valuta il potenziale secondo il Modello SEM dei tre anelli: un mix di talento, creatività e motivazione, davanti al quale sbiadisce il significato della parola gifted .

Renzulli afferma che “ogni individuo ha un potenziale sviluppabile, alcuni poi hanno qualcosa in più rispetto agli altri. Quel che è certo è che la scuola dovrebbe attivare strategie per includere tutti i vari tipi di talento diventando “luogo per lo sviluppo” di quest’ultimo trasformando gli studenti da fruitori di conoscenza a produttori creativi. Perché la creatività si insegna, si esercita e la scuola deve stimolare il pensiero creativo e divergente formando persone in grado di fare la differenza ( giftedness).
Ciò accade se, all’interno dell’ambiente di un apprendimento significativo coesistono tre variabili: abilità-determinazione-capacità creativa.
Le tre variabili costituiscono i tre anelli e l’eccellenza (giftedness) si manifesta in presenza di questi tre elementi, in certi momenti e in certe circostanze.
Il modello SEM  di Renzulli prevede tre tipi di attività di arricchimento fatte in classe da tutti i bambini o ragazzi che, a prescindere dal livello di quoziente intellettivo, manifestano una peculiare predisposizione o talento in più aree anche non inerenti al contesto scolastico.

Si parte da un’attività di TIPO I durante la quale si espongono gli studenti ad argomenti nuovi attraverso video, visite guidate, interventi di esperti esterni o genitori (mentoring). Gli alunni sono così esposti a conoscenze extra-disciplinari utili a catturare il loro interesse.

Segue, così, l’attività di TIPO II che vede i ragazzi divisi in gruppo in base al loro feedback di interesse per passare dall’ispirazione all’azione, in una fase di progettazione che promuove processi di pensiero come la creatività , il problem solving , il pensiero critico e i processi affettivi. Qualora emergesse una potenzialità , si andrebbe a svilupparla.

Questa è l’attività di TIPO III, individuale, e la più difficile da strutturare che coinvolge gli studenti interessati ad un determinato ambito e disposti ad investire del tempo maggiore impegnandosi nella produzione di un prodotto o servizio autentico destinato ad avere un impatto su un pubblico specifico. Gli studenti in questo tipo di arricchimento acquisiscono informazioni specifiche sulla metodologia di lavoro e diventano dei piccoli ricercatori. Riescono ad avere una conoscenza approfondita del tema, vengono rafforzate le capacità di auto-apprendimento, decision marking e auto-valutazione, sviluppando contemporaneamente autostima e spirito creativo.

L’insegnante diventa un mentore, un coach, un motivatore che guida gli studenti nello sviluppo della propria produzione. L’obiettivo del modello è fornire esperienze di apprendimento per tutti gli studenti sviluppando il talento di ogni bambino, ad un livello avanzato per tutti e secondo i punti di forza ed interesse di ognuno.

Sembra fantascienza, vero? Eppure alcune scuole italiane seguono già il modello di Renzulli prevedendo all’interno della programmazione didattica attività di arricchimento e accelerazione, e un curricolo compattato ( programma ridotto al 50%) tramite l’uso di un contratto di apprendimento per i Gifted che restano con il gruppo dei pari ma avendo anche il tempo di dedicarsi a ciò che li appassiona in maniera creativa.

Inoltre, questo modello didattico  permette il coinvolgimento di tutti gli studenti, il riconoscimento dei vari stili di apprendimento e lo sviluppo del potenziale di tutti.

L’università di Pavia ha siglato un accordo con l’Università del Connecticut, promosso dalla  professoressa Maria Assunta Zanetti, direttrice del Lab Talento dell’Università di Pavia e da una ricercatrice appassionata, Lara Milan che ho avuto il piacere di conoscere personalmente durante il secondo appuntamento del mio corso a Pavia. Una persona ricca di esperienza, competenza e passione quasi travolgente che mi ha fatto professionalmente innamorare di Renzulli e mi fa sperare in un futuro migliore!

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