Quale mondo ci attende, quale mondo abiteremo? Sono le domande che si affollano alla mente leggendo alcune notizie. Forse il salto nel nuovo anno ci porta ad interrogarci e a chiederci in quale realtà saranno immersi i nostri figli e nipoti.

Il 17 gennaio 2017, la famosa cantante franco-italiana Dalida, scomparsa nel 1987, è tornata sulle scene. Come può essere accaduto, qualche magia degna del maghetto Harry Potter? Assolutamente no, la cantante è tornata sotto forma di ologramma e si è esibita nello show “Hit Parade” al Palazzo dei Congressi di Parigi.

 

Un ologramma è un’immagine tridimensionale (3D) di un oggetto creata grazie alla tecnologia olografica. In greco, la parola ologramma significa «disegno completo», infatti l’occhio percepisce la figura come fosse un solido. E Dalida non è certo la prima ad essersi trasformata in ologramma, prima di lei toccò a Whitney Houston calcare nuovamente le scene per un tour mondiale. Michael Jackson l’aveva preceduta in questo prodigioso gioco di illusioni ottiche nel 2014. Ci sono agenzie specializzate in USA che regalano il brivido dell’eterna presenza quando gli artisti sono nell’aldilà. Ma non solo musicisti scomparsi.

La Deutsche Telekom nel 2011 ha regalato a Mariah Carey una sorta di ubiquità, la cantante si è infatti esibita contemporaneamente in cinque Paesi (Polonia, Germania, Macedonia, Croazia e Montenegro).

I fan entusiasti avranno creduto di assistere all’esibizione in carne ed ossa dell’artista, salvo poi accorgersi che si smaterializzava per poi materializzarsi poco dopo con un nuovo look.

E non solo cantanti defunti: nel Sol Levante una cantante-ologramma, Hatsune Miku, disegnata come un fumetto manga è una star virtuale che riempie gli stadi. Interagiremo sempre più con gli ologrammi? Persino durante la corsa all’Eliseo un candidato alla presidenzali francesi ha calcato nello stesso momento un palco a Parigi ed uno a Lione, e non era nemmeno il primo politico a sperimentare questi trucchi hi-tech. Nel 2014 in India durante la campagna elettorale si è trasformato in un ologramma colui che è diventato primo ministro, così come, sempre nello stesso anno, il primo ministro turco ne ha proiettato uno gigante di se stesso alto tre metri. Cosa ci aspetta domani?  Scienziati dell’Università di Tokyo stanno creando ologrammi che si possono toccare. Fino ad ora l’olografia era “solo per gli occhi”.

Tante le possibili applicazioni degli “ologrammi tangibili”, prossimamente anche olo-libri? Dietro l’angolo ci attende la “realtà aumentata” (augmented reality). Ma questa è un’altra storia….

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