di Silvia La Franceschina
Giovedì 23 marzo, l’aula del Consiglio regionale della Puglia ha ospitato la giornata dedicata a I Racconti di Bibi, seconda edizione della kermesse per piccoli scrittori, a cui hanno partecipato 430 bambini di età compresa tra i 5 e 14 anni. Ne sono stati premiati 18, che hanno visto i loro testi pubblicati in un libro, che porta il medesimo nome del concorso, edito dalla Teca del Mediterraneo, la Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia, realizzato dalla casa editrice Gelsorosso e illustrato da Liliana Carone.
Parteciparvi è stata una gioia. Mi ritengo sempre fortunata quando posso collaborare con realtà, come cittadeibimbi.it, che si impegnano nella - non semplice, diciamolo! - promozione dei libri e della lettura.
Le parole salvano sia chi scrive che chi legge.
Da cosa? Da chi?
«Chi vive, vive la propria vita; chi legge vive anche le vite degli altri. Ma poiché una vita esiste in relazione con le altre vite, chi non legge non entra in questa relazione e dunque non vive nemmeno la propria vita. La perde.» (F. Camon)
Leggere (e scrivere) ci salva da noi stessi.
È una costruzione d’identità.
Non esiste strumento migliore del libro per aver cura di sé.
E, sapete che vi dico? I bambini ne sono consapevoli, molto più di noi grandi. Le nuove generazioni non sono affascinate solo da cellulari e videogiochi e computer e altre diavolerie informatiche. Si dimenticano del telefonino o della playstation se qualcuno gli racconta una storia.
Gigi Carrino e Sergio Guastini - animatori della mattinata - sono sicuramente artisti di talento, è stato facile per loro catalizzare l’attenzione dei piccoli ospiti con performance entusiasmanti e divertenti, capaci di trasformare i libri in potenti scrigni di allegria e sorprese; ma non esiste bambino che si mostri insensibile al seducente richiamo di una bella fiaba, anche se a raccontargliela non è un bravo cantastorie.
Leggere aiuta a comprendere la realtà e il mondo che ci circonda.
Come ha detto qualcuno: «Le storie contenute nei libri sono i fili della nostra esistenza: ci legano a chi ci vive accanto, a chi è vissuto prima di noi, a chi verrà dopo. Sono i fili che ci legano anche a noi stessi, a come siamo stati e a come immaginiamo il nostro futuro».
Investire nella lettura rende capaci, abilita ad affrontare i problemi. Ed è anche uno strumento di legittima difesa (per dirla con W. Allen)!
Vale la pena ricordarcelo sempre.
