di Anna Barbara Pacifico

Come non rimanere sconvolti da quanto è accaduto al piccolo Luca “lasciato” in macchina dal padre. Se avete letto (QUI il nostro primo articolo, QUI il secondo sulle indagini) o ascoltato in tv quanto è stato detto dallo psichiatra intervistato, avrete imparato che cosa è il fenomeno della rimozione.

Ma non ci sono spiegazioni scientifiche che bastano a consolare la disperazione di quel padre e di quella madre che hanno perso il loro figlio.
Non basterà una vita per perdonarsi…se il papà ci riuscirà mai.
Queste cose possono accadere se conduciamo una vita stressata tra mille incombenze e mille impegni.
Nell’ansia spasmodica di voler essere sempre all’altezza di tutti gli impegni di cui ci carichiamo.
Siamo persone e non robot.
Dobbiamo imparare a porre un freno alle nostre “ansie di prestazione”, alla nostra voglia di essere perfetti.
Certo tutti siamo pronti a pensare che sia impensabile scordarsi di un figlio!
Ma credetemi a tutti può accadere di “staccarsi” per un attimo dalla realtà del quotidiano, soprattutto quando mille altre responsabilità affollano la nostra mente.
Cerchiamo di essere solidali, nel dolore, con quella famiglia e con quel padre, e, senza dare giudizi severi, riflettiamo sui nostri comportamenti, cercando di imparare a dare priorità alle nostre responsabilità quotidiane.
Impariamo a dire di no ad un impegno, piuttosto che “infilarlo” tra i tanti della giornata.
Così facendo saremo lavoratori/trici, professionisti/ste migliori, ma soprattutto bravi genitori.
Aspetto i vostri commenti, sono pronta a riceverli ed a rispondervi. SCRIVETEMI direttamente  QUI NEL MIO FORUM. Il dibattito è aperto! PARTECIPA AL FORUM

Il nostro pensiero è per Luca, un nuovo angelo, ma anche per tutti i suoi cari, genitori in testa…

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