di Michele Quercia

Nei bambini, se i primi mesi sono importanti per lo sviluppo della funzione motoria e sensoriale, il periodo che va dai sei mesi fino ai 10-12 anni è decisivo per il raggiungimento della stabilità visiva.

Fino a qualche anno fa si pensava che, alla nascita, i bambini non potessero vedere niente e percepissero solo la luce e il buio. Oggi si sa che il neonato riesce a mettere a fuoco ad una distanza di circa 20-25 centimetri ed ha una vista particolarmente adeguata alle sue esigenze. Nei primi quattro mesi di vita si sviluppano le principali funzioni monoculari e binoculari, sia sensoriali sia motorie: la convergenza, l’accomodazione e i movimenti orizzontali rapidi.

Nel 1° mese di vita se guarda lontano tutto è confuso. I suoi occhi non hanno ancora la capacità di focalizzare un oggetto a grande distanza, non lavorano all’unisono e può capitare che uno ruoti fuori dalla linea dell’altro provocando il cosiddetto “strabismo neonatale”: questo fenomeno però non deve preoccupare, perché scompare nelle successive settimane di vita, quando si sviluppa la prima visione binoculare e si rafforzano i muscoli che muovono e coordinano l’orientamento degli occhi.

A 2 – 3 mesi la capacità visiva del neonato aumenta molto rapidamente e il suo campo visivo si estende a 30-40 centimetri anche per una migliore mobilità della testa. Ora esplora con gli occhi lo spazio che lo circonda, sia persone che cose in movimento, è attratto dalle tinte forti come il rosso, il blu e il verde e dalle luci intense. Ora è in grado di distinguere forme diverse e la coordinazione dei movimenti di entrambi gli occhi diventa sempre più stabile.

A 4 – 6 mesi gli occhi del bambino sono a metà del loro sviluppo. La visione dei colori è simile a quella degli adulti, riesce a vedere bene nel raggio di parecchi metri intorno a sé; migliorano le sue capacità di coordinare vista e movimento, riesce a seguire con gli occhi gli oggetti in movimento, inizia ad afferrare gli oggetti e passa molto tempo ad osservarli tra le sue mani. Riconosce perfettamente il viso dei genitori e dei familiari e sa distinguere anche le loro diverse espressioni.

A 7 mesi – 1 anno il bambino acquisisce la padronanza dei movimenti oculari e per questo analizza sempre più da vicino gli oggetti, esplorandoli con attenzione nei dettagli. Il passaggio dalla posizione sdraiata a quella seduta, dal muoversi strisciando sul ventre al gattonare e infine al raggiungimento della posizione eretta, gli consentono di migliorare le sue capacità di apprendimento grazie proprio alle aumentate competenze visive.

Tra gli 1 e 2 anni il bambino raggiunge il pieno controllo dei muscoli oculari, mentre l’accomodazione gli consente di mettere a fuoco gli oggetti a qualsiasi distanza.

A 2  anni raggiunge i dieci decimi di acutezza visiva e le sue strutture oculari funzionano in modo completo. Muovendosi e camminando sempre più agevolmente, sviluppa sempre meglio la percezione visiva dello spazio.

Intorno ai 3 – 4 anni si sviluppa la capacità di riuscire a dissociare i movimenti degli occhi da quelli della testa.

A 6 anni, di solito il processo di maturazione dell’occhio è completo.

 

I difetti più diffusi

È senz’altro utile per i genitori conoscere i difetti più diffusi fra i bambini, per poterli individuare e curare in tempo.

 

Una corretta refrazione avviene in funzione di tre parametri fisiologici:

  • la lunghezza dell’occhio
  • la curvatura della cornea
  • la potenza del cristallino

L’equilibrio armonioso di questi tre elementi permette alle immagini che arrivano all’occhio di proiettarsi con nitidezza sulla retina (occhio Emmetrope). I difetti che interferiscono con la messa a fuoco delle immagini sulla retina si chiamano “difetti di refrazione” e si correggono con lenti di potere ottico adatte a compensare l’errore di costruzione dell’occhio e a rendere nitide le immagini, che arrivano alla retina.

I difetti di Rifrazione sono i seguenti:

  • Ipermetropia
  • Miopia
  • Astigmatismo

Nell’ipermetropìa  la visione è carente per vicino; vi può essere affaticamento dell’occhio provocato dall’eccessiva stimolazione dell’accomodazione visiva dovuta al difetto di refrazione. Questo lavoro eccessivo dell’occhio può causare bruciori oculari, cefalee, (soprattutto alla fine di una giornata di studio) e il bambino potrebbe reagire preferendo attività meno gravose.

Nella miopia la visione è carente per lontano; il bambino potrebbe “strizzare” gli occhi per aiutarsi o cercare di avvicinarsi agli oggetti per apprezzarli, mentre potrebbe estraniarsi da attività che richiedono una buona percezione da lontano (come nei giochi all’aria aperta).

L’Astigmatismo è un difetto determinato da una curvatura asimmetrica della superficie corneale che rende difficile la messa a fuoco. Spesso l’astigmatismo non è un difetto isolato, ma si associa alla miopia o all’ipermetropia, dando luogo così a numerose combinazioni. L’astigmatismo è un difetto subdolo che talora non manifesta sintomi particolari perché il bambino vi si adatta fin dalla primissima età. Se lieve, può causare cefalee, stanchezza e risultati scarsi a scuola. Grave, è causa di una visione sfocata ad ogni distanza.

La refrazione di un bambino può cambiare nel corso degli anni e deve pertanto essere verificata periodicamente.

Ambliopìa

Si tratta di un cattivo sviluppo della visione di un occhio mentre l’altro si è formato normalmente. L’occhio amblìope, detto anche “occhio pigro”, è stato utilizzato meno durante il processo di sviluppo ed è meno sensibile dell’altro, quindi non vede bene. Nell’ambliopia gli occhi focalizzano in maniera diversa e il bambino tende ad utilizzare solo l’occhio migliore. In genere il bambino non si lamenta di questa disfunzione e per scoprirla bisogna cercarla dai primi mesi di età fino ai 2-3 anni.

Le cause possibili:

  • presenza di uno strabismo più o meno manifesto;
  • vizi di refrazione come I’anisometropìa (differenza di refrazione da un occhio all’altro) che possono interferire con lo sviluppo normale della capacità visiva dell’occhio più debole;
  • qualsiasi patologia oculare che impedisca la messa a fuoco corretta (es. Cataratta Congenita)

L’ambliopia diventa difficile da curare dopo i 4 anni mentre un semplice trattamento fatto prima può consentire il recupero della vista.

Strabismo

Lo strabismo si manifesta con un allineamento anomalo dei due occhi. Uno degli occhi (ma talora anche entrambi) è rivolto verso il naso (convergente) o verso la tempia (divergente), ma possono anche manifestarsi strabismi verticali (verso l’alto o il basso). Lo strabismo può essere una delle cause scatenanti di ambliopìa. Alcuni bambini molto piccoli presentano dei falsi strabismi dovuti allo sviluppo non ancora completo del loro setto nasale: le pieghe della cute coprono parte dell’angolo interno degli occhi simulando uno strabismo convergente (epicanto, strabismo apparente nei bimbi molto piccoli). Uno strabismo non costante può essere normale nei primi 4-6 mesi, se invece dopo i sei mesi gli occhi non sono allineati è utile sottoporre il bambino ad un esame specialistico.

 

La prima visita agli occhi

Non esiste un’età troppo precoce per consigliare la prima visita agli occhi del bambino, in particolare se il piccolo manifesta anomalie oculari o del comportamento. In tal caso, bisogna immediatamente ricorrere agli esperti.

Alla nascita il medico pediatra controlla che non ci siano problemi oculari oggettivi, ma è opportuno continuare a seguire la salute degli occhi del bambino con una visita dallo specialista oculista:

* entro i due anni, se il bambino è a rischio;

* entro i tre anni e in ogni caso all’ingresso nella scuola materna;

* a cinque anni per valutare se lo sviluppo è normale;

* a 10-15 anni quando iniziano a manifestarsi la maggior parte delle miopie lievi o moderate.

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