di Claudia Cichetti
Praticamente è quasi impossibile prenotarsi: i laboratori di filosofia per bambini dai 7 anni fanno ogni volta il pienone. I bambini si incontrano su un tavolo, anzi, su due, da una parte le bambine  dall’altra i bambini e fanno filosofia. Avete capito bene, non un’ora di quelle strette tra italiano e matematica dove si parla di Hegel o della caverna di Platone: qui i bambini hanno dagli 8 agli 11 anni, e la fanno loro, la filosofia, perché imparano a pensare. Si chiama “Cortile” l’iniziativa voluta da Annarosa Buttarelli e Rosella Prezzo, filosofe e saggiste, ormai al secondo ciclo di incontri: il sabato pomeriggio, nella cornice della Galleria Nazionale di Arte moderna e contemporanea di Roma, Cortile ospita 15 bambini e 15 bambine.
Un gioco del pensiero “senza ringhiere” dove, come negli spazi protetti dal vicinato, una volta i bambini imparavano da soli, dall’esperienza, dalla relazione con gli altri. Ed è ciò che si fa in questi laboratori: si sperimenta cosa significa pensare con la propria testa, togliendo le sovrastrutture, aiutando i bambini a dire quel pensiero pulito ed essenziale che hanno sulle cose del mondo, sulle inquietudini, sui dubbi, sulle paure, le guerre, l’amore, le delusioni, le aspettative, i soldi, i dispiaceri e le emozioni.
In questo cortile però ci sono dei tutor, degli esperti che, seguendo delle pratiche filosofiche, aiutano i bambini a dire meglio ciò che pensano, un esercizio di “scultura del pensiero”.
Annarosa Buttarelli, cosa hanno di speciale questi laboratori al punto tale che i bimbi sono entusiasti e raggiungete ogni volta l’overbooking?
“Succede che abbiamo cura delle esperienze profonde di ciascuno, i bambini si sentono liberi di esprimere il loro pensiero e noi cerchiamo di perfezionarne il linguaggio e loro si sentono autorevoli. Una dinamica che non è del gruppo classe, qui non ci sono giudizi, ma solo il valore di ciascuno e il tenere il punto su aiutarli a dire proprio ciò che volevano dire”.
Come mai, su due tavoli diversi, tenete separati i bambini dalle bambine?
“Si lavora su tavoli diversi perché maschi e femmine sono diversi, hanno tempi e modi di pensare differenti. Solo alla fine i percorsi di riflessione hanno in un confronto comune. L’originalità di Cortile si misura anche su questo piano che riguarda le relazioni tra bambini e bambine, normalmente sottaciute o neutralizzate, mentre, come nel mondo degli adulti, provocano notevoli difficoltà di ascoltoe di rispetto. A questa età le bambine hanno un pensiero più evoluto e i maschi vivono male questa eccellenza intellettuale e diventano o estremamente competitivi o dei bulli. Le differenze tra i sessi e la reciproca ricchezza vanno colte fin da subito
Chi sono i tutor che guidano le riflessioni dei bambini?
“Si tratta di filosofi e filosofe in senso proprio, non necessariamente laureati in filosofia, ma sono attrici, scrittori, artiste che hanno fatto un percorso di formazione e che condividono il principio della filosofia come un pensare veramente, non come una storia dei concetti della filosofia da ridurre in piccolo. Ho coinvolto diverse figure che aiutano ad esprimere al meglio la capacità di pensare creativamente, ovvero saper fare filosofia, anche passando dall’arte, dal sogno e dal teatro”.
Gli incontri di Cortile in corso, quelli del ciclo primaverile, termineranno a maggio con due date, il 12 e il 19. Sono gratuiti e intervallati da una merenda. Una pratica, quella di fare filosofia con i bambini, che ha altre esperienze gemelle in Italia, ad esempio a Milano dove presso la libreria delle donne, Luisa Muraro riflette con l’aiuto di Lola, una piccola filosofa. Fino ai 13 anni.
Ma l’esperienza di Cortile si amplia: sono state programmate per il prossimo anno scolastico le Accademie, tra cui le Accademie della Maestria femminile “Le donne pensano”  per ragazzi e ragazze che frequentano le scuole superiori, dai 14 anni in su.
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