di Anna Barbara Pacifico 

La psicoterapeuta Anna Barbara Pacifico

Come dicevamo la scorsa volta le differenze tra i  figli esistono, ma non devono creare preoccupazione nei genitori quanto, piuttosto, stimolare l’osservazione e l’analisi delle diverse reazioni dei bambini.

Il compito dei genitori è quello di essere mediatori tra il “giovane Io” ed il mondo esterno. E’ solo attraverso questo paziente lavoro fatto di gratificazioni e piccole frustrazioni che il temperamento ed il carattere potranno gradualmente modificarsi. I figli non vanno confrontati tra loro ma solo osservati per potersi adattare al loro “personale” stile.

A parer mio, è sempre sbagliato e riduttivo elencare le eventuali tipologie in cui distinguere i bambini, pertanto cercherò di illustrarvi le varie caratteristiche che li differenziano.

Maggiore o minore attività motoria;

più o meno regolare alternanza di attività e inattività;

precocità o ritardo nella manipolazione degli oggetti;

maggiore o minore capacità di adattabilità all’ambiente;

concentrazione o distraibilità;

intensità delle reazioni  rispetto alla diversità sensoriale ( udito- tatto- odorato- udito e vista).

I genitori non debbono farsi influenzare da queste diversità, quanto piuttosto devono tener conto delle eventuali interferenze negative, sia interne che esterne che possono minacciare la serenità della crescita dei loro figli. Pensiamo alle possibili malattie della prima infanzia, o la nascita di un fratello troppo ravvicinata, l’assenza di un genitore, contrasti genitoriali o, più in generale, tra i vari membri della famiglia.

Inoltre vorrei ricordarvi che i nostri piccoli diventano e sono “ciò che vivono”, pertanto la prossima volta vi spiegherò perché possono diventare collericiprecoci, sognatori o bugiardi, a presto…..

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