di Anna Barbara Pacifico

La psicoterapeuta Anna Barbara Pacifico

Mi capita sovente, durante i colloqui con i genitori che si rivolgono a me, di sentirmi chiedere spiegazioni sulla diversità dei comportamenti dei propri figli. La risposta, in apparenza ovvia, in realtà, è alquanto complessa. Cercherò di renderla più chiara possibile partendo dai termini il cui significato, per alcuni, può essere ignoto o per altri creare confusione.

 

Il temperamento

Quante volte abbiamo sentito dire che ognuno ha un  proprio temperamento! Ma che cosa è il temperamento? Esso è l’insieme delle componenti biologiche e genetiche che guidano le prime reazioni di ogni individuo verso l’ambiente. Ed è proprio il contatto del  temperamento con l’ambiente, la famiglia e  la società che crea l’Io.

L’”io”

E’ la capacità di sentirsi unici e distinti dal mondo esterno. Ed è l’Io che, interagendo con l’ambiente circostante, forma il carattere di ognuno.

Il carattere

Il carattere è la sintesi dei meccanismi di adattamento all’ambiente. Adattandosi all’ambiente il bambino inizia  il suo processo di sviluppo cognitivo e di socializzazione passando prima da uno stadio passivo ad uno stadio attivo, dalla dipendenza all’autonomia, dall’egocentrismo al vivere sociale.

I genitori imparano prestissimo a comprendere i comportamenti e le caratteristiche del loro figlio anche se, molto spesso,  finiscono col confondere il suo temperamento con il carattere. Quando, poi, nasce un secondo figlio, istintivamente sono portati a notare se c’è una differenza di comportamento rispetto al primo e, se così è, ciò spesso diventa fonte di ansia e di preoccupazione al punto da farli sentire disorientati ed inadeguati ad affrontare la nuova esperienza.

Dal punto di vista educativo, invece, non dobbiamo preoccuparci perché le istanze primitive innate possono essere modificate durante l’intero corso dello sviluppo.

Ma di questo ne parleremo la prossima volta.

 

 

 

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